150 gr di zucchero
150 gr di burro a pezzetti
1 fialetta di aroma all'arancia
2 uova
1 vasetto di marmellata (possibilmente arancione)
dolci, biscotti e prelibatezze salate fatti in casa

AVVISO AI LETTORI: questo è un post particolare. Niente ricette oggi, ma una pagina dedicata a due cose che amo moltissimo, ovvero la zucca e il Friuli, quindi se vi va continuate a leggere, altrimenti consideratela una pagina di mie memorie affidata al web…
Domenica 24 ottobre, dopo quasi 4 anni di impegno con un friulano DOC, finalmente sono riuscita a farmi portare alla Festa della Zucca di Venzone (UD), ovvero, in lingua, La Fieste dal Cogòs.
“Narra la leggenda che gli abitanti di Venzone, dopo aver costruito il magnifico Duomo con il suo campanile, si trovarono senza i fondi necessari a pagare tutte le maestranze. Tra queste, anche l’autore della palla d’oro posta sopra la guglia del campanile, che verrà ricompensato soltanto con una piccolissima parte della somma che era stata pattuita. L’artista udinese meditò vendetta: una notte si arrampicò sul campanile e sostituì la palla d’oro con una zucca dipinta. Per giorni nessuno si accorse della differenza, ma poi la zucca cominciò a mutare forma e colore, finchè non precipitò sfracellandosi miseramente al suolo. Possiamo solo immaginare il disappunto e lo sdegno dei Venzonesi, quando si accorsero di essere stati così clamorosamente beffati. I Camerari del Duomo si diedero subito da fare per far sparire ogni traccia del misfatto, affinchè lo scandalo non si propagasse. Ma caso volle che proprio quel giorno passassero alcuni “Carnielli”, che si affrettarono a divulgare la beffa ai quattro venti, e fu così che ai Venzonesi, fino ai nostri giorni, fu appioppato il nomignolo di “Cogoçars” [zuccaioli, nda]. Anche per far rivivere questo leggendario passato, i Venzonesi di oggi, ogni quarto fine settimana di ottobre, festeggiano in modo goliardico e scanzonato Sua Maestà la Zucca.”
E la festeggiano più che degnamente, aggiungerei io.
Dovete sapere che Venzone è un paesino di origini antichissime situato in quella che definirei la pedemontana friulana, a pochi chilometri da Gemona, dove le colline di San Daniele iniziano ad addentrarsi in quel che poi diventerà la dura Carnia. Ecco, lì, a due passi dal maestoso letto del Tiliment (Tagliamento) sorgono queste bellissime mura che nascondono al loro interno questo paesino medievale perfettamente conservato, o così mi piace pensare, anche se in realtà è stato tutto fedelmente ricostruito dopo il terribile terremoto del ‘76 che ha raso al suolo tutta quella zona. [Qui vedete cosa resta dell’antica chiesa, unica cosa non ricostruita nel centro del paese, proprio a memoria di cosa fu quel terribile evento].
Ma veniamo alla Fieste dal Cogòs. Nei due giorni di festa, il paese si anima di uno spirito medievale: tutto, ma proprio tutto, è a tema: ai chioschi le posate usa e getta sono di legno, per strada gli abitanti sono in costume e persino i cestini della spazzatura sono sacchi di iuta. Per non parlare delle bancarelle che animano le piazzette: un liutaio qui, un calzolaio lì, un venditore di pellami, un maniscalco, un falegname… ce n’è per tutti i gusti, medievali, chiaramente.
Si respira, ed è tangibile, un’atmosfera di altri tempi, e quasi non si nota la fiumana di gente che popola il paese a festa e che ti porta di qua e di là ma senza quel fastidio che provocano di solito le grandi folle. E’ come essere trasportati indietro nel tempo e ritrovarsi a vivere una normalissima giornata di festa del 1400. E’ una sensazione indescrivibile.
Ovviamente, tutto è in onore di Sua Maestà la Zucca. E se dico tutto, intendo tutto: ci sono zucche sulle tavolate, zucche per le strade, zucche che fanno da lampione e altre che fanno da festone, zucche alle finestre e zucche da esposizione, zucche nelle aiuole e zucche-damigiane… e ovviamente, c’è tutto ciò che si può cucinare partendo da una zucca: gnocchi, zuppe, polenta, pasticcio, frico, vino, grappa, muffin, marmellata, crostata, croissants, grissini, pane, pasta, biscotti…tutto rigorosamente di zucca. L’elenco sarebbe ancora lungo… Noi abbiamo provato il frico di zucca (una vera d-e-l-i-z-i-a), che ci hanno portato già corredato di pane di zucca, annaffiato da un pò di ribolla gialla (vino tipico del luogo), con muffin (io) e vol-au-vent (lui) alla zucca e per finire un pò di elisir di zucca (ossia grappa). Una bontà dietro l’altra!
Ovviamente c’era l’esposizione (con relativa gara) delle zucche più belle, più grandi, più pesanti, più strane, etc etc…eccovi alcune foto delle più carine che c’erano:
E l’immancabile nota folkloristica made in Friul :-)
Ma Venzone non è solo il paese per eccellenzadella zucca , ma anche della lavanda: ci sono negozi interi dedicati alla pianta lillà… Eccovi alcune veloci immagini prese in uno di quegli angoli profumatissimi…
Piaciuto il giretto? A me tantissimo. Noi alla fine ci siamo portati via un quaderno in cuoio fatto artigianalmente lì sul momento da un’artista del posto, una bottiglia di elisir di zucca e un vasetto di marmellata di zucca che non vedo l’ora di aprire.. Più (e qui apro un’altra parentesi) questi due oggettini meravigliosi che abbiamo trovato in una bancarella davvero particolare… è la bancarella di Elena, una ragazza simpatica e soprattutto bravissima, che fa questi oggettini meravigliosi con le sue mani e li vende nel suo negozio in provincia di Udine… io vi metto qui le foto, poi chi è interessato mi scrive e io gli lascio il recapito di questa ragazza che fa delle cose davvero meritevoli (per ora non ha un sito).
Bene, con questo è proprio tutto. Spero di non avervi annoiati troppo ma questa festa è stata davvero simpaticissima e non potevo non condividerla con voi tutti che sono certa, come me amate la Zucca!!
La prossima volta sarà di nuovo una ricetta!
Oooops! Quasi dimenticavo! Se non ve ne foste accorti in un impeto di manie di grandezza ho iscritto il bloggy ai libero mobile award, trovate il logo su cui cliccare in alto a sinistra (o qui sotto)… se vi va cliccate, sennò non me la prendo mica :-)
Buon venerdì carissimi lettori.. Oggi vi parlerò della buonissima mini-torta che ho fatto ieri in occasione del compleanno di M♂
Ma prima devo dirvi un paio di cosette velocissime…
Come forse avrete notato ultimamente non rispondo più ai vostri commenti e nemmeno lascio io commenti in giro per i vostri blog.. Questo non è, come potreste pensare, un mio atto di maleducazione nei vostri confronti nè un mio ignorarvi, semplicemente questa settimana ho iniziato lezioni e lavoro (fingers crossed) e, anche se sempre di stare davanti al pc si tratta, ho veramente pochissimo tempo da dedicarvi. Vi assicuro però che LEGGO TUTTI I VS COMMENTI in presa diretta e ogni sera prima di coricarmi (anzi, ogni notte direi) faccio un GIRO PER I VOSTRI BLOG a vedere cosa avete pubblicato di nuovo e prendo nota, anche se magari non lascio commenti..
Quindi non abbandonatemi :-) Magari la quantità di miei post si ridurrà leggermente e io non sarò presentissima nei commenti ma apprezzo e mi gusto ogni singola parola e cercherò comunque di dedicare il venerdì (eh sì. questo è il mio giorno libero!) alla blogosfera culinaria!!
Ma ora veniamo alla ricetta. Questa torta l’ho chiamata così perchè è una mia rivisitazione della Torta Fedora, che avevo visto QUI, ma che come sempre alla fine ho dovuto stravolgere per motivi di tempo, e viste le temperature polari che affliggono questa casa l’ho battezzata freddora (hahaha! che gioco di parole penoso!). Non vi dico come e con che tempistica è stata fatta questa torta, ma credetemi che non è stato facile mescolare gli ingredienti e allo stesso tempo trovare un buon modo per tradurre “verticalizzazione” in inglese! Ma alla fine ce l’ho fatta (a fare entrambe le cose!) e la festa “casalinga” per il compleanno del mio mezzo pomo (a cui vttttb) direi che è riuscita bene :-)
Ingredienti:
per la pasta margherita:
3 tuorli
3 albumi montati a neve
200 gr di zucchero
250 gr di farina
1/2 bustina di lievito
per la decorazione:
100 gr di cioccolato
400 gr di panna
1 pezzetto di pasta sfoglia
alchermes
un pò di latte
Procedimento:
Per fare la pasta margherita:
Prendete 3 cucchiai d’acqua e scaldateli velocemente in microonde o in un pentolino – bastano pochi secondi, uniteli ai tuorli e a 150 gr di zucchero e montate il tutto con le fruste elettriche.
Prendete poi gli albumi montati a neve ferma e uniteli ai tuorli delicatamente, senza stressare l’impasto. Unitevi poi la farina setacciata col lievito sempre facendo attenzione a non mescolare troppo vigorosamente.
Trasferite l’impasto in una teglia imburrata e infarinata e fate cuocere in forno già caldo a circa 180° per 35-40 minuti, o finchè inserendo uno stecchino nel mezzo l’impasto non risulti asciutto.
Lasciate riposare.
Per il resto:
Nel frattempo ritagliate dalla pasta sfoglia un cerchio delle dimensioni della torta che volete ottenere [io ad esempio ho ottenuto una tortina di 14 cm di diametro usando come “stampo” un piattino da tè], bucherellatelo e mettetelo in forno a 200° per una decina di minuti, cuocendoci assieme anche i ritagli di pasta che vi saranno sicuramente risultati.
Una volta che sia torta che pasta sfoglia si saranno raffreddate, montate la panna con un cucchiaio di zucchero o due (a me non piace molto zuccherata), poi prendete mezzo bicchiere di latte e versateci dentro un paio di cucchiaini di alchermes (o maraschino o quel che volete).
Tegliate quindi la torta margherita usando lo stesso stampino di prima, poi tagliatela orizzontalmente in 3 parti. Bagnate ogni strato con il composto rosa (latte+alchermes) e componete la torta usando circa i 3/4 della panna: [dal basso] pasta margherita, panna, sfoglia rotonda, panna, pasta margherita, panna, ritagli di sfoglia sbriciolati, panna, pasta margherita. Ultimate spalmando ancora un pò di panna sui lati.
Mettete in frigo per qualche minuto, mentre nel frattempo preparerete un foglio di carta forno con disegnato un rettangolo di 45 cm per 7 di altezza (queste le dimensioni del bordo della mia torta). Fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria e versatelo sulla carta forno facendo attenzione a rimanere entro i bordi precedentemente tracciati. Mettete in frigo per circa 5 minuti.
A questo punto, cioè quando il cioccolato si staccherà dalla carta forno ma sarà ancora “morbido” [il trucco è di metterci un dito sopra, se ci resta l’impronta è al punto giusto] avvolgetelo delicatamente attorno alla torta aiutandovi con la carta forno e poi rimuovetela del tutto. Dovreste aver ottenuto una cosa del genere.
Rimettete in frigo per una ventina di minuti, poi prendete la panna che vi era avanzata prima e decorate la sommità a vostro piacimento. Io avevo preso delle decorazioni di zucchero al supermercato perchè erano orsetti e a M♂ dico sempre che è un orso ma penso che la fantasia a voi non manchi!
E’ bbbbbuonissima!!!
Buonissima sera a tutti!
FInalmente come vi avevo promesso stasera posto ciò che ne ho fatto di quel Pan di Spagna che vi ho mostrato nel post precedente (QUESTO). As usual, però ci vuole una breve contestualizzazione.
Si dà il caso che giovedì, dopodomani, M♣ compia gli anni. E si dà il caso che la sua cara famiglia abbia deciso di fargli una “festa” a sorpresa (avvisandolo) leggermente prima rispetto alla data del compleanno (una settimana prima) e dicendoci tutto ciò con un anticipo tale che ci permettesse di organizzarci (due giorni prima) e soprattutto che permettesse a me di preparare la torta (“è così braaaava!”). Grrrr. Ira funesta. La mia mamma penserà che avrei dovuto mandare tutti a quel paese e lasciare che cuocessero nel loro brodo ma io, per amore di M♣ ho deciso di andarci lo stesso e di fare la torta.
Ovviamente, M♣, venendo da cotanta famiglia, quando gli ho chiesto “che torta vorresti?” ha risposto “Quella che è più semplice da fare per te” [e qui tutti diranno “che carino! che gentile!], ma dopo pochi secondi ha aggiunto “…basta che non sia una di quelle con pan di spagna e un unico strato di crema dentro, vorrei ci fossero tante cremine dentro!” Alchè io, per resistere all’impulso di strangolarlo con le mie dolci manine, ho deciso di provarci, fosse anche solo per il fatto di dire sì, ce l’ho fatta.
Allora parto alla ricerca spasmodica e disperata delle torte più “stratose” che siano state pubblicate su internet, scartando tutto ciò che chiaramente a lui non va bene (no decorazioni sopra, no cioccolato fondente, no-caffè-perchè-il-nipotino-non-lo-può-bere-e-nemmeno-se-lo-sostituisco-con-l’orzo-perchè sempre di caffè sa, no liquori perchè vedi sopra, no cose troppo semplici sennò la snob chissà cosa pensa, etcetcetc). Alla fine, me ne capitano 3 che mi lasciano letteralmente sbalordita, QUESTA, QUESTA e QUESTA, rispettivamente di Rosalba di Dolce Aroma le prime due e di Imbini Pasticcini di Omini Pasticcini la terza. Guardatele! Non vi fanno venire voglia di provarle tutte?? Sono dei capolavori.
Inizia dunque la fase difficile: quale scegliere? Penso, mi scrivo tutti gli ingredienti, faccio un’analisi costi/benefici, scrivo alle autrici delle suddette torte per avere delucidazioni e consigli, e intanto il tempo passa inesorabile. Urge soluzione, che sembra nascere quasi per caso, proprio dalla cara boccuccia del mio mezzo pomo: “Sono belle tutte e 3…non puoi fare un mix?”. Detto fatto. Ed ecco che progetto la torta più stratosa, complicata e pesante (in tutti i sensi - 2,3 kg per 1000 kcal a fetta) della mia vita (finora).
L’ho chiamata Torta delizia del palato non a caso.
Prima ancora degli ingredienti vi spiego che strati ho fatto, partendo dal basso.
1 - Pan di Spagna bagnato col latte
2 – Mousse liberamente tratta dalla Mousse al cioccolato fondente della Torta di mousse ai 3 cioccolati di Imbini Pasticcini
3 - Croccante di nocciole della Torta estasi di Rosalba
4 - Mousse liberamente tratta dalla Mousse al cioccolato fondente della Torta di mousse ai 3 cioccolati di Imbini Pasticcini
5 - Pan di Spagna bagnato col latte
6 - Crema pasticcera agli amaretti liberamente tratta dalla Crema pasticcera alle mandorle della Torta Baaria di Rosalba
7 - Pan di Spagna
Ora possiamo iniziare.
Ingredienti e Procedimento strato per strato:
1 – Tagliare il PDS in 3 strati orizzontalmente e porre il primo sul fondo dello stampo a cerchio apribile usato per farlo.
2 - Mousse liberamente tratta dalla Mousse al cioccolato fondente della Torta di mousse ai 3 cioccolati di Imbini Pasticcini
200 gr cioccolato fondente
250 ml panna fresca da montare
2 tuorli
3 cucchiai di zucchero
1 foglio (io ne ho messi 2) di colla di pesce
un bicchiere di acqua
Mettere i fogli di gelatina a mollo nell’acqua fredda. In un pentolino sbattere velocemente le uova con lo zucchero, mettere su fuoco bassissimo e aggiungere l’acqua, sempre mescolando. Far cuocere per qualche minuto, poi aggiungere il cioccolato a pezzi sempre mescolando. Far andare ancora per qualche minuto, finchè non bollirà, e a quel punto unirvi la gelatina strizzata. Lasciare raffreddare. Nel frattempo montare la panna e, quando la miscela di prima sarà abbastanza fresca, unitela alla panna mescolando bene senza smontarla. Lasciatela da parte per qualche minuto.
3 - Croccante di nocciole della Torta estasi di Rosalba (questo ve lo metto pari pari come l’ha fatto lei)
1,5 dl di acqua
100 gr di zucchero
200 gr di nocciole tostate tritate
Scaldate l'acqua, scioglietevi lo zucchero e, a ebollizione,lasciate ridurre per 5 minuti, aggiungete le nocciole e mescolate fino a rivestirle di zucchero (7-8minuti) a fuoco basso, poi stendere su un foglio di carta forno, ricoprire con un altro foglio e con un mattarello stendere abbastanza sottile. A questo punto, con lo stampo che avete usato per montare la torta ritagliare un cerchio e lasciate asciugare.
4 – è quella del punto 2.
5 – Altro strato di PDS.
6 - Crema pasticcera agli amaretti liberamente tratta dalla Crema pasticcera alle mandorle di Rosalba
100 gr di amaretti sbriciolati
2 tuorli
mezzo litro di latte
quattro cucchiai di zucchero
due cucchiai di farina setacciata
2 fogli di gelatina
Mettere la gelatina in una scodella con dell’acqua fredda. In un pentolino sbattere le uova con lo zucchero, unirvi mescolando velocemente la farina, mettere sul fuoco e unirvi infine il latte a filo, sempre mescolando con una frusta. Far andare per circa 5 minuti, poi aggiungere gli amaretti sbriciolati e continuare a far andare a fuoco basso per circa altri 5 minuti, o comunque fino a quando la crema non si addenserà e bollirà. A quel punto, strizzare la gelatina e unirla alla crema, levare dal fuoco e mescolare velocemente. Lasciare poi intiepidire.
7 – Altro (ultimo) strato di PDS.
8 – Decorazioni : io ho usato altri 500 ml di panna (è venuta alta circa 10 cm la torta!) e codette di cioccolato, più una decorazione (tra l’altro venuta orribile) fatta col cioccolato fondente, cioccolato bianco e un conetto di carta forno…
Consiglio: Se mai vi cimenterete nell’impresa, fate prima di tutto il PDS e il croccante, poi tutto il resto.
Per Rosalba e Imbini Pasticcini: spero che non vi siate offese se ho fatto delle vostre splendide torte un mix assurdo, e spero anche che mi perdoniate se non ho seguito le vostre ricette alla lettera e le ho un pò reinventate, ma avevo delle esigenze restrittive (tipo poche uova in casa e 100 km/h di bora fuori dall’uscio) che mi hanno portato a questo risultato… Però vi ringrazio moltissimo per l’ispirazione e vi faccio ancora i miei migliori complimenti perchè voi siete davvero bravissime, e non così così come la sottoscritta!
PS: giusto per la cronaca, sono rimasti tutti senza parole, e il gusto era davvero ottimo, nonostante l’estetica abbia risentito un pò del viaggio (i soliti 70 km da qui a lì). Il mio orgoglio s’è ringalluzzito, e di molto anche! Alla prossima!
non vi saluto nemmeno. vi dico subito una cosa che mi preme:
100!!!!!! siete in 100!!!! non ci credo!!!!!
♥♥♥ ♪♪♪ GRAZIE!!!! ♪♪♪ ♥♥♥
Ecco, ora possiamo riprendere la normale attività..
E’ domenica sera, come avete passato il weekend?? Il mio è stato il solito simpatico weekend fatto di stress e ribollimenti di sangue, ma è passato. Ora ci attende una nuova settimana piena di impegni, problemini e, a grande richiesta, il ritorno della bora!! Yes, perchè oggi nella ridente città di Trieste è tornata la cara compagna di tanti feschi inverni che definirei…cool… e abbiamo toccato i 104 km/h! E con “abbiamo toccato” intendo proprio con mano causa geniale idea (mia) di fare una passeggiata in centro senza ombrello (idea sua) con previsioni poi avveratesi di bora nera (ossia bora+pioggia). Comunque come tutti gli eroi che si rispettino siamo sopravvissuti e al ritorno abbiamo trovato i termo del palazzo finalmente accesi…come lamentarsi??
Ma passiamo alla ricetta di stasera.. Proprio per il sopraccitato freschetto, serve qualcosa di caldo, morbido e avvolgente, che riempia la cucina di un profumino delizioso e scaldi l’animo con la sua fragranza… Ecco allora che vi metto la ricetta del Pan di Spagna.. anche perchè l’ho fatto per un’occasione un pò speciale il cui risultato vedrete tra pochi giorni..
Certo, il PDS lo sanno fare un pò tutti, ma perchè privare il web di un’altra ricetta sull’argomento e voi tutti di un altro post da leggere (e magari, scartare)? Here we go..
Ingredienti:
5 uova
150 gr farina
150 gr zucchero
un pizzico di sale
1 bustina vanillina (o anche no)
Procedimento:
Prendete le uova, mettetele in una terrina abbastanza capiente e aggiungete lo zucchero e il sale. Prendete le fruste elettriche e armatevi di pazienza: dovrete sbattere uova e zucchero continuamente per circa 15-20 minuti.. L’impasto dovrà triplicare di volume (all’incirca) e apparire bello “gonfio”. A questo punto iniziate a versarci dentro la farina setacciata (+vanillina) poca alla volta, mescolando delicatamente dall’alto verso il basso facendo attenzione a non smontare il tutto.
Versare il composto in una tortiera imburrata e infarinata e mettete in forno già caldo a 180° per circa 35-40 minuti. NON APRITE QUEL FORNO prima di 20 minuti o manderete all’aria tutto il lavoraccio fatto e la torta si sgonfierà miserabilmente!!
Voi direte..tutto qui? Il tuo post è tutto qui? Una serie di parole sconclusionate con una ricetta di una base per torte che sanno fare tutti a occhi chiusi??
Beh… sì. tutto qui. In fondo ogni tanto il bloggy è anche solo un modo per sfogarsi un pò e una ricetta può essere solo un pretesto come un altro per dire GRAZIE ancora una volta a tutti voi!! ♥
Ci sentiamo prestissimo con l’impiego del PDS.
Ieri è stato il giorno X anche per questo scassatissimo, “malcunà” (very venet expression), strano esserino che è il mio bloggy: esattamente un anno fa lo aprivo, piena di titubanza, e muoveva i suoi primissimi passi nella blogosfera.
Non sono stata una “mamma” presente per i primi tempi, anzi all’inizio, scoraggiata perchè tutto mi sembrava complicatissimo e richiedeva un’incredibile dose di sattenzioni, avevo anche pensato di chiuderlo e lasciar perdere tutto.
Poi, però, ci ho ripensato. L’ho ripreso, curato, accudito e rimesso in pista, e ora, anche se è sempre un pò zoppicante a causa della mia assai poca maestria, mi regala di quelle soddisfazioni che non immaginate! E’ la mia ancora di salvezza, il mio angolino felice dove mi rifugio quando tutto sembra buio, la mia lucetta notturna di compagnia.
Insomma, Happy Birthday caro Bloggy, e soprattutto un grazie a tutti che mi seguite in questa avventura. You made this real, è tutto grazie a voi.
Per festeggiare, non poteva mancare una degna torta.. Semplice ma gustosissima, ecco a voi la Frolla Super Fondente, da me ribattezzata così perchè…beh, se l’assaggiate capite!
Ingredienti:
per la frolla:
200 gr di farina
100 gr di burro
80 gr di zucchero
un pizzichino di sale
1 uovo
per la crema:
250 gr di cioccolato fondente
50 gr di burro
200 ml di panna fresca
Procedimento:
Mescolare assieme farina, zucchero, sale e uovo. Lavorare per un pò poi aggiungere il burro freddo tagliato a pezzetti. Lavorare velocemente con le mani fino ad ottenere un impasto compatto e formare una palla. Mettere in frigo avvolta in pellicola trasparente per circa un’ora.
Estrarre la palla dal frigo e stenderla col mattarello in una sfoglia di circa 3 mm. Metterla su uno stampo rotondo (io ho usato quello a cerchio apribile imburrato e infarinato). Io ho fatto così: la base rotonda l’ho ritagliata dalla sfoglia, poi con quel che avanzava c’ho fatto i bordi abbastanza alti (un paio di centimetri).
Bucherellare il fondo con una forchetta e rimettere in frigo per circa mezz’ora. Nel frattempo preriscaldare il forno a 180° per una quindicina di minuti.
Estrarre lo stampo dal frigo e coprire la pasta con alluminio e legumi secchi (così non si alzerà in cottura), mettere in forno e lasciar cuocere per 20-25 minuti.
Trascorso il tempo, estrarre la torta dal forno, levare alluminio e legumi e far raffreddare. Nel frattempo preparare la crema di cioccolato facendo sciogliere a bagnomaria il cioccolato, la panna e il burro. Una volta pronti, lasciare intiepidire.
Trasferire quindi la crema sulla frolla e mettere in frigo per circa 3-4 ore affinchè si rapprenda bene.
Si può decorare con dei riccioli di cioccolato fondente e spolverizzare con lo zucchero a velo, oppure (come ho fatto io) semplicemente con riccioli e scagliette di cioccolato bianco per fare un pò di contrasto col mare di cioccolato nero.
NB: io NON amo le torte al cioccolato. Questa l’ho A D O R A T A!
PS: Con questa ricetta partecipo al golosissimo contest di Dolcemente Neve sul cioccolato che trovate QUI. Fateci un salto, il suo blog, come tutti quelli che seguo ovviamente, è molto carino e pieno di spunti per me interessanti!
Ciaociaociao!! Scusatescusatescusate sono stata via e come ormai sapete via da qui io non ho accesso a internet (maledizioni al comune che non mette l’adsl…grrrr!!!!) così, nonostante mi fossi armata di chiavetta niente, non sono riuscita ad uploadare niente!!!! che rabbia, non avete idea!! Però ieri sono tornata così eccomi di nuovo on the road, per così dire.
osservazione #1: oh, ma quanti siete????? Grazie davvero!!! Chi l’avrebbe mai detto??? Io no di certo (e mia sorella che si ostina a prendermi allegramente in giro per la storia del blog nemmeno, ELe sto parlando con te!).
osservazione (nonchè lezione di vita) #2: quando ci vuole, ci vuole.
Non sto a raccontarvi perchè e per come, fattostà che ieri nel bel mezzo della Barcolana ho deciso di dire a M. tutto ciò che non mi stava bene e risultato? Dopo iniziali suoi tentativi di giustificarsi (inutili, con un Ariete come me), ho ottenuto una cena tutta per me fatta totalmente da lui. Avete capito bene, io non ho mosso un dito. Ha fatto tutto lui ed è stato pure bravo.
Il trucco è un libricino che gli ho regalato qualche tempo fa che si chiama “Libro di cucina per gli uomini che vogliono far colpo sulle donne”, simpatica guida pratica per quei maschi tipicamente negati in cucina che vorrebbero una volta tanto nella vita stupire morose e affini con dei manicaretti degni di chef… Vi garantisco che funziona.
Lui ha provato la ricetta “Filetto di maiale al Roquefort”. Una delizia! Non vi copio pari pari quel che c’è scritto sul manuale perchè è fatto, appunto, per uomini inetti in cucina, tipo che gli scrivono tra gli ingredienti “Roquefort – è un formaggio, al supermercato si trova al banco frigo, vicino agli altri formaggi!”… Quindi a voi la farò più semplice. Ma che dire…provatelo perchè è delizioso!!
Ingredienti:
1 filetto di maiale
80 gr di roquefort (o gorgonzola molto piccante)
1 bicchiere di vino bianco secco
3 cucchiai d'olio
1/2 bicchiere di panna da cucina
Procedimento:
Fate scaldare una casseruola, possibilmente antiaderente, e versateci i 3 cucchiai d’olio. Appena è caldo, metteteci il filetto e rigiratelo con una forchetta per farlo dorare da tutte le parti, ci vorranno circa 5 minuti. Abbassate il fuoco, aggiungete il vino e fate cuocere, rigirando di quando in quando, per 40 minuti.
Nel frattempo preparate la panna e tagliate a dadini il formaggio.
Passati i 40 minuti, prelevate la carne e mettetela sul piatto e versate nella pentola, ancora sul fuoco, panna e formaggio e fate cuocere per qualche minuto a fuoco vivo. Nel frattempo tagliate la carne a fette di circa 1 cm di spessore e disponetele nei piatti. Quando la salsina è pronta e il formaggio si sarà sciolto del tutto, versatela sulla carne e servite.
BUONISSIMO!!!
Eccomi qui, a grande richiesta vi spiego tutto dei finalmente riusciti croissants (le foto QUI).. In pratica, nel post del disastro (questo) alcuni di voi mi hanno segnalato delle ricette che avrei potuto seguire per ottenere il risultato giusto. In particolare, una di voi mi ha mandato un’email con la ricetta, un’altra mi ha segnalato un blog nel quale potevo trovare la ricetta che faceva per me, infatti lì ce n’erano ben 3 di ricette possibili!! Allora io, in preda all’indecisione, ho pensato, valutato, esaminato, confrontato e, non trovando la mia via, ho deciso di provare entrambe le cose, una alla volta però (quindi sì, aspettatevi altri post sui croissants!).
Questa è la volta dei croissants francesi di Anice & Cannella. Un blog che seguo da tempo e che, devo dire, ha sempre delle ricette bellissime, e delle foto da paura.. Fossi io brava così ci metterei la firma!! Comunque, lei ha postato, come dicevo, ben 3 ricette diverse sui croissants, distinguendo tra cornetti e croissants francesi, e con grande maestria ha spiegato tutti i passaggi e tutte le sue scelte degli ingredienti.. [Insomma, roba che, per le mie assai più scarse qualità, qui dubito troverete mai..] Merita un giretto nel suo blog, ma ad ogni modo io ho scelto per vari motivi di fare QUESTA sua ricetta, ovvero quella dei croissants francesi.
Purtroppo però avevo una gran paura del passaggio inerente al burro da mattarellare.. e ho pensato, “dove mai lo trovo un panetto di burro di 290 gr precisi?? Io ne ho uno da 250…”..pensa che ti ripensa, ho deciso di adattare la ricetta alle mie esigenze e di calare tutti gli ingredienti del 14%, nonchè di fare delle leggere modifiche per i soliti motivi di spaziotempo che mi impediscono di avere in casa tutto ciò che mi servirebbe nel momento giusto.. Ecco perchè nella spiegazione troverete gli ingredienti assurdi (es: 473 gr di farina) ma per me non è stato un problema perchè mi sono da poco regalata una meravigliosa bilancia digitale super precisa.. e credo non sarà un problema nemmeno per voi perchè una volta visto il SUO blog e la sua RICETTA la mia spiegazione non la leggerete nemmeno più :-) Quindi io vi metto la spiegazione rivisitata da me qui sotto, mentre voi sarà meglio che vi andiate a vedere l’originale – ma prima o poi li rifarò esattamente come dice lei, magari verranno anche a me bellissssssssimi come i suoi! Buona lettura!!