AVVISO AI LETTORI: questo è un post particolare. Niente ricette oggi, ma una pagina dedicata a due cose che amo moltissimo, ovvero la zucca e il Friuli, quindi se vi va continuate a leggere, altrimenti consideratela una pagina di mie memorie affidata al web…

Domenica 24 ottobre, dopo quasi 4 anni di impegno con un friulano DOC, finalmente sono riuscita a farmi portare alla Festa della Zucca di Venzone (UD), ovvero, in lingua, La Fieste dal Cogòs.
“Narra la leggenda che gli abitanti di Venzone, dopo aver costruito il magnifico Duomo con il suo campanile, si trovarono senza i fondi necessari a pagare tutte le maestranze. Tra queste, anche l’autore della palla d’oro posta sopra la guglia del campanile, che verrà ricompensato soltanto con una piccolissima parte della somma che era stata pattuita. L’artista udinese meditò vendetta: una notte si arrampicò sul campanile e sostituì la palla d’oro con una zucca dipinta. Per giorni nessuno si accorse della differenza, ma poi la zucca cominciò a mutare forma e colore, finchè non precipitò sfracellandosi miseramente al suolo. Possiamo solo immaginare il disappunto e lo sdegno dei Venzonesi, quando si accorsero di essere stati così clamorosamente beffati. I Camerari del Duomo si diedero subito da fare per far sparire ogni traccia del misfatto, affinchè lo scandalo non si propagasse. Ma caso volle che proprio quel giorno passassero alcuni “Carnielli”, che si affrettarono a divulgare la beffa ai quattro venti, e fu così che ai Venzonesi, fino ai nostri giorni, fu appioppato il nomignolo di “Cogoçars” [zuccaioli, nda]. Anche per far rivivere questo leggendario passato, i Venzonesi di oggi, ogni quarto fine settimana di ottobre, festeggiano in modo goliardico e scanzonato Sua Maestà la Zucca.”
E la festeggiano più che degnamente, aggiungerei io.
Dovete sapere che Venzone è un paesino di origini antichissime situato in quella che definirei la pedemontana friulana, a pochi chilometri da Gemona, dove le colline di San Daniele iniziano ad addentrarsi in quel che poi diventerà la dura Carnia. Ecco, lì, a due passi dal maestoso letto del Tiliment (Tagliamento) sorgono queste bellissime mura che nascondono al loro interno questo paesino medievale perfettamente conservato, o così mi piace pensare, anche se in realtà è stato tutto fedelmente ricostruito dopo il terribile terremoto del ‘76 che ha raso al suolo tutta quella zona. [Qui vedete cosa resta dell’antica chiesa, unica cosa non ricostruita nel centro del paese, proprio a memoria di cosa fu quel terribile evento].
Ma veniamo alla Fieste dal Cogòs. Nei due giorni di festa, il paese si anima di uno spirito medievale: tutto, ma proprio tutto, è a tema: ai chioschi le posate usa e getta sono di legno, per strada gli abitanti sono in costume e persino i cestini della spazzatura sono sacchi di iuta. Per non parlare delle bancarelle che animano le piazzette: un liutaio qui, un calzolaio lì, un venditore di pellami, un maniscalco, un falegname… ce n’è per tutti i gusti, medievali, chiaramente.

Si respira, ed è tangibile, un’atmosfera di altri tempi, e quasi non si nota la fiumana di gente che popola il paese a festa e che ti porta di qua e di là ma senza quel fastidio che provocano di solito le grandi folle. E’ come essere trasportati indietro nel tempo e ritrovarsi a vivere una normalissima giornata di festa del 1400. E’ una sensazione indescrivibile.
Ovviamente, tutto è in onore di Sua Maestà la Zucca. E se dico tutto, intendo tutto: ci sono zucche sulle tavolate, zucche per le strade, zucche che fanno da lampione e altre che fanno da festone, zucche alle finestre e zucche da esposizione, zucche nelle aiuole e zucche-damigiane… e ovviamente, c’è tutto ciò che si può cucinare partendo da una zucca: gnocchi, zuppe, polenta, pasticcio, frico, vino, grappa, muffin, marmellata, crostata, croissants, grissini, pane, pasta, biscotti…tutto rigorosamente di zucca. L’elenco sarebbe ancora lungo… Noi abbiamo provato il frico di zucca (una vera d-e-l-i-z-i-a), che ci hanno portato già corredato di pane di zucca, annaffiato da un pò di ribolla gialla (vino tipico del luogo), con muffin (io) e vol-au-vent (lui) alla zucca e per finire un pò di elisir di zucca (ossia grappa). Una bontà dietro l’altra!

Ovviamente c’era l’esposizione (con relativa gara) delle zucche più belle, più grandi, più pesanti, più strane, etc etc…eccovi alcune foto delle più carine che c’erano:
E l’immancabile nota folkloristica made in Friul :-)
Ma Venzone non è solo il paese per eccellenzadella zucca , ma anche della lavanda: ci sono negozi interi dedicati alla pianta lillà… Eccovi alcune veloci immagini prese in uno di quegli angoli profumatissimi…

Piaciuto il giretto? A me tantissimo. Noi alla fine ci siamo portati via un quaderno in cuoio fatto artigianalmente lì sul momento da un’artista del posto, una bottiglia di elisir di zucca e un vasetto di marmellata di zucca che non vedo l’ora di aprire.. Più (e qui apro un’altra parentesi) questi due oggettini meravigliosi che abbiamo trovato in una bancarella davvero particolare… è la bancarella di Elena, una ragazza simpatica e soprattutto bravissima, che fa questi oggettini meravigliosi con le sue mani e li vende nel suo negozio in provincia di Udine… io vi metto qui le foto, poi chi è interessato mi scrive e io gli lascio il recapito di questa ragazza che fa delle cose davvero meritevoli (per ora non ha un sito).

Bene, con questo è proprio tutto. Spero di non avervi annoiati troppo ma questa festa è stata davvero simpaticissima e non potevo non condividerla con voi tutti che sono certa, come me amate la Zucca!!
La prossima volta sarà di nuovo una ricetta!
Oooops! Quasi dimenticavo! Se non ve ne foste accorti in un impeto di manie di grandezza ho iscritto il bloggy ai libero mobile award, trovate il logo su cui cliccare in alto a sinistra (o qui sotto)… se vi va cliccate, sennò non me la prendo mica :-)
Ci sentiamo presto, a tutti un buon fine ottobre!!